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CON: Gianna Buongiorno, Fulvio ervas, Alessandro Casalini, Alberto Capatti

Il Veneto ha un gran numero di scrittori e non è infrequente trovare, nei loro romanzi, vivide descrizioni del territorio in cui vivono. 

Fulvio Ervas ha cercato di allargare questa sensibilità e fare del territorio non solo uno sfondo, ma un personaggio. Ecco che, nella sua visione del romanzo (soprattutto quelli polizieschi con l’ispettore Stucky) i paesaggi, i luoghi, i borghi, la stessa Treviso con le sue acque e i suoi vicoli, sono materia parlante. Un patrimonio materiale che ci nutre la mente e, allo stesso tempo, sono personaggi che dialogano con il lettore e con il cittadino. Parlano di bellezza, parlano di cura, parlano anche di rischi o di azioni scriteriate.

Vivere in un territorio con una morfologia complessa, e tutto il Veneto lo è, esige una grande conoscenza, un grande rispetto e soprattutto la visione che ci porti a capire che le azioni nel presente si riverberano anche nel futuro.

Quello che possono fare gli artisti, e nello specifico gli scrittori, nei confronti del territorio è diffondere o di rafforzare la profonda convinzione che è necessario agire conservando, migliorando, esaltando le nostre capacità, le nostre invenzioni, le nostre fatiche. Ma facciamolo sempre senza ferite per la bellezza delle nostre acque, delle nostre colline e della nostra stessa anima. E una narrazione che confermi la cura collettiva del proprio territorio è la migliore, e più duratura, forma di pubblicità da inviare in ogni angolo del mondo.